Favole/Filastrocche

Le favole/filastrocche che qui pubblico sono solo alcune tra tutte quelle che ho inventato nel corso degli anni sia per i bambini che per gli adulti. Spero ti siano di aiuto e di stimolo per crearne a tua volta di tue.

Indice:

1) PerleColorate

2) Il Ragnetto Tessitore

3) La Formica

Perle Colorate

di Graziella Pesce

PERLE-E-CARTONCINIC’era una volta un re che aveva tre figli maschi.

Sentendosi vicino alla fine dei suoi giorni, chiamò i suoi tre figli presso il suo letto e disse loro: ” Figlioli cari, tra poco inizierò un lungo viaggio, ma prima di partire voglio affidare il mio Regno a quello tra voi che saprà trovare la collana di perle più bella, quella che lo potrà far riconoscere agli occhi del mondo come un vero Re”.

Il figlio più grande partì all’istante, desideroso di diventare Re al più presto.

Egli sapeva dove trovare le perle più belle e s’avviò subito nelle profondità del mare.

Lì, con la forza del suo esercito, costrinse tutti gli abitanti del regno marino a prendere tutte le perle che trovavano ed, alla fine, la collana che si poté formare era lunga parecchi chilometri. Il regno del mare era stato devastato ma a lui poco importava fiero com’era della sua impresa. Perle poi per gli altri fratelli non ne era rimasta nemmeno una e questo lo rendeva ancor più sicuro della vittoria.

Ma la sua delusione fu cocente quando il vecchio padre scosse la testa al suo arrivo.

“No, no, non era di queste perle di cui parlavo, figlio mio!”

Partì il secondo figlio e non sapeva proprio dove andare.

Girò per monti e per valli fino a che arrivò nel Regno delle Fate. Con la forza del suo esercito costrinse la Regina delle Fate a rivelargli dove avrebbe potuto trovare le perle che suo padre tanto desiderava. La Regina, addolorata, lo portò all’alba su un prato ed al figlio prepotente apparve una meraviglia che i suoi occhi avidi mai avevano potuto vedere fino a quel momento.

Milioni e milioni di piccole gocce di rugiada brillavano come perle alla luce dell’Alba. Con furia ne raccolse più che poté e poco gli importò se dietro a sé  campi e prati restarono calpestati e divelti.

Ma anche questa volta il vecchio padre scosse la testa: “Sono perle più preziose queste, è vero, ma non sono ancora quelle degne di un Re “ disse.

Partì allora il terzo dei fratelli, quello da tutti meno considerato. Veramente non sapeva dove cercare le perle tanto desiderate dal padre. Partì senza esercito perché era di indole mite e si incamminò senza meta per il regno di suo padre.

Era la prima volta che usciva dal castello e per lui era tutto così nuovo che, fatti pochi passi, si era già fermato.

La sua attenzione era stata attirata da una vecchina che filava la seta e poco più in là da un’altra donna che tesseva un filo appena filato. Capì che stavano preparando  i vestiti per il re e la sua corte.

Fatti pochi passi ancora, incontrò un povero vecchio falegname tutto intento a scolpire un trono ed altre seggiole finemente incise. Erano proprio come quelle che a corte egli usava mentre ascoltava la musica nelle lunghe sere d’inverno.

E fatti ancora pochi passi incontrò un contadino che coltivava i prodotti che lui aveva sempre visto portare nelle cucine reali e che poi erano spariti per ritornare sulla sua tavola trasformati in cibi prelibati.

E così, sul far della sera, si accorse che era ancora nel Regno di suo padre e che di strada ne aveva fatta ben poca, anche se aveva incontrato ciabattini, fabbri, sarti, muratori, scrittori, musicisti, poeti ( e chi più ne ha più ne metta!).

“Come farò a portare a mio padre le perle da lui tanto desiderate se continuerò di questo passo! Beh, vorrà dire che ripartirò domani – pensò. Credo però che farei cosa gradita a mio padre se  gli facessi conoscere tutte queste belle persone che ho incontrato oggi, perché ciascuna con le sue qualità e con il suo lavoro ha contribuito a costruire un pezzetto del suo Regno”.

Invitò così al castello, ad una ad una, tutte le persone che aveva incontrato in quella giornata e di cui aveva apprezzato con meraviglia le qualità. Le invitò addirittura a seguirlo nella sala del trono.

Il padre lo ricevette a braccia aperte.

“Già di ritorno figliolo, hai rinunciato così presto!”

“Scusatemi Padre, ripartirò domani, ma mi è successa una cosa ben strana. Appena uscito dal castello ho incontrato la vecchina che mi ha fatto quest’abito ed il falegname che mi ha fatto la sedia ed il fabbro che mi ha ferrato il cavallo ed il musicista che mi ha allietato l’altra sera e  tante  tante altre persone. Ho pensato allora  che senza di loro né io né voi saremmo Re e così ho voluto portarle qui per presentarvele.

Ed aperta la porta della sala del trono entrarono ad uno ad uno tutti gli abitanti del Regno e questi formavano una fila lunga lunga talmente lunga e ben ordinata che sembrava…sembrava…ma sì.

Era una lunga collana di perle preziosissime perché nessuna poteva essere sostituita da un’altra.

Il Re sorrise.

“Figlio mio, tu sei il mio degno erede al trono. Le perle erano qui, talmente vicine e talmente luminose che i tuoi fratelli non le hanno sapute vedere.

Ricordati che anche tu sei una perla unica e che anche tu fai parte della collana. Non fare mai che il tuo posto resti vuoto.”

Mise la corona sulla testa del proprio figlio e partì per il suo lungo viaggio.

  “Tu sei  una Perla Colorata, di forma e di colore unici. Se tu darai a te stesso il permesso di ricevere questo dono, scoprirai la gioia di appartenere alla collana dell’Umanità. Ricordati di questo e non ti sentirai mai più né solo né abbandonato.

(Per leggere le istruzioni per realizzare questo libro a tubo puoi scaricare l’ebook gratuito sulla barra a destra).

Il Ragnetto Tessitore

di Graziella Pesce

ragnetto_01Nel bel prato stamattina

è spuntata una testina,

è un ragnetto tutto rosso

salta e balla a più non posso

Poi, finito di ballare,

ragnetto_10lui si mette a lavorare.

Fila e tesse la sua tela

e la chiama…

“ragnatela”.

Molto tempo è ormai passato

ragnetto_04il sole è quasi tramontato.

Le stelline fanno coro:

”Dormi ragno,

sogni d’oro!”

“Ninna nanna bel ragnetto

ragnetto_05che’ filato hai perfetto,

sei cullato dalla luna

il tuo lavoro avrà fortuna!”

Ora, il sole è già spuntato

e il ragnetto si è… svegliato.

ragnetto_06Alla tela una magia è accaduta:

Mamma mia!

La Rugiada, buona fata,

di perle ben l’ha trapuntata

seta fine essa pare

ragnetto_08ed al sol può or brillare.

“Grazie tante, grazie assai,

ora è bella più che mai”.

E’ felice nel suo cuore

il ragnetto tessitore

La Formica

di Graziella Pesce

 

La formica, poverina,

mal si fece a una zampina,

un vasetto era stato

lì, buttato in mezzo al prato.

“Qui ci vuole Bollicina

che mi aggiusti la zampina,

è una Fata, ben si sa,

e guarire mi farà.”

Le formiche spaventate

sono molto preoccupate.

“Il bel prato un dì fiorito

di immondizie si è riempito.

Non sappiamo cosa fare,

dicci chi ci può aiutare!”

“Son la Fata Bollicina,

son dei prati la Regina

se gli uomini fan danno

questo è proprio un gran malanno

or nel cielo me ne andrò,

con le stelle parlerò”.

“Stelle belle, stelle care

non so proprio cosa fare!

La mia amica formichina

si è ora rotta una zampina.

Da chi devo farmi udire

per il prato ripulire?”

“C’è qualcuno con un cuore

che contiene tanto amore

dentro grandi e fuor piccini

e si chiamano…

Bambini!

Se col cuore e con amore

guarderanno ad ogni fiore

presto il mondo guarirà

ed il prato fiorirà”.

Non pestar la formichina

metti in tasca la cartina

un sorriso ad ogni fiore

nascerà ovunque…

Amore.

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