CREA IL LIBRO”LETTERA AL PADRE”

  Per questa prima lettera, LA LETTERA AL PADRE, ti propongo un libro molto semplice con un formato classico. E’ già difficile di per sé decidere di scrivere una lettera al proprio padre, quindi come primo passo, non ci complichiamo la vita.

 

 

CREAZIONE DEL LIBRO: LETTERA AL PADRE

 

  • Prendi due fogli da disegno formato 50X35, tagliali a metà e poi piega a metà ciascun foglio. Inserendo le pagine una nell’altra otterrai un libro di 8 pagine, 16 facciate. Se vuoi un formato più piccolo o più grande oppure un numero di pagine diverso, togli o aggiungi altri fogli.
  • Taglia un pezzetto di angolo nella piegatura centrale e fissa le pagine passando un filo di lana, uno spago, un nastro o un cordoncino nella scanalatura. Questo è il modo più semplice per fare un libro.  Troverai vari tipi di rilegature nell’e-book “Carta Igienica per l’anima”, ma per iniziare va bene questo.
  • Scrivi i pensieri che vuoi dire a tuo padre su un foglio di brutta copia.
  • Scrivi le singole frasi su foglietti separati.
  • Attacca i foglietti  con un nastro adesivo di carta sulle pagine in modo che tutte le pagine vengano occupate.
  • Fai un momento di silenzio.
  • Ricopia in bella scrittura la frase del primo foglietto e arricchisci la pagina con colori o disegni. Se non sai farlo, puoi usare carte colorate. Non usare quelle dei giornali perché a livello estetico non hanno una gran resa. Usa piuttosto le carte da regalo o, meglio ancora, dei fogli di carta igienica precedentemente preparati. Io ne ho sempre da parte di vario colore e con inserimenti vari, pronti all’occorrenza. Cerca che la parte visiva parli di più della parte scritta. Ad esempio se la frase parla di uno stato d’animo cupo, di un tuo pensiero “nero” che vuoi affidare al tuo libro, potrai usare della carta che renda subito l’idea. Anche carta vetrata, carta ruvida, carta strappata…
  • Fidati del tuo istinto e delle tue mani. Magari ti verrà da usare anche materiali diversi, stoffa, perle, sughero….ASCOLTATI e ascolta le tue mani. Lo sai che il SENSO DEL TATTO è in grande collegamento con la tua anima. Non stare a ragionare troppo, considera questo creare come un respiro che non va trattenuto. Farai sempre in tempo a modificare le cose se ti sembreranno stonate. Se ti fidi, accade che le tue mani ti sveleranno segreti a te ancora nascosti. E’ facile sentir dire alle persone durante la realizzazione del libro: “Lo sai che non mi ero mai accorta che…”
  • NON AVER FRETTA. Lavora con calma alle singole pagine. Puoi dedicare al tuo libro un po’ di tempo ogni giorno, oppure una volta la settimana, oppure quando ti senti. Potrebbero passare dei mesi.
  • Qual è lo scopo di questo lavoro? Certo, scrivere una lettera a tuo padre ma in realtà è una lettera per te. Per dire ciò che non hai mai detto, cose belle o brutte che siano, DIRLE UN’ULTIMA VOLTA  e poi PRENDERE IN MANO LA TUA VITA. Ciò che tuo padre è stato per te può essere accolto e lasciato andare, per arrivare alla piena paternità di te stesso/a,  spesso offuscata dall’immagine fisica dell’uomo che ha contribuito a farti iniziare questa avventura umana.
  • Chi è veramente tuo padre? Quale compito ha avuto nella tua vita?
  • Scrivi, ringrazia e poi LASCIA ANDARE. Senza più rancori o parole non dette, senza più vecchie zavorre, libero/a di volare verso la tua vera essenza.
  • Forse è arrivato il giorno in cui puoi iniziare a vivere la TUA VITA.

QUALCHE SUGGERIMENTO:

Qui ti scrivo alcune frasi da cui puoi prendere spunto se per te questo tipo di colloquio con te stessa è nuovo.

Padre mio, nel tuo nome è nascosto un segreto. (Scrivi adesso il nome di tuo padre sotto forma di acronimo, come ti ho già spiegato in un post precedente).

Quale distanza ancora ci separa?

La riempirò ogni giorno di lacrime, di abbracci, di sorrisi, fino a che saremo un solo cuore.

Ascoltami. Ti ricordi cosa mi dicevi quando ero piccola? La tua voce mi risuona ancora dentro.   

Non ti ho mai ringraziato per quello che sei stato, anche se a volte non l’ho capito. GRAZIE.

Mi hai dato la vita e tutte le tue gioie e tutti i tuoi dolori sono fluiti in me.

Ti voglio dire ora ciò che non ho mai osato dirti. Grazie per essermi stato padre.

Sei stato quello che hai potuto essere e ti voglio bene proprio perché sei stato semplicemente un uomo.